Nascita ed evoluzione di un villaggio rinomato

 

Il nome del villaggio compare la prima volta in un documento longobardo del 735 come Blixuni, quale specificativo della provenienza di persone ivi citate. Al tempo era parte della Iudiciaria di Seprio - il futuro "Comitato" Franco - parte del Ducato longobardo di Milano.

 

Recenti studi sembrano dimostrare che il primo nucleo sia sorto a rispettosa distanza dal lago, in forma di doppio allineamento, a definire un percorso pedemontano, in stretta relazione con gli spazi coltivati - così le fonti altomedievali - a vite e a ulivo.

 

Il percorso generatore era parte del collegamento con Campione e, mediante attraversamento del lago, tra sud e nord Europa. La scelta del sito sarà stata favorita dalla facile accessibilità della riva e dal facile traghettamento in un punto in cui la distanza tra le due sponde era ridotta da una penisola morenica sul lato opposto.

 

Quasi certamente prima del Mille, all'estremità meridionale si era posta, a riprova dell'importanza dell'insediamento, la chiesa di S.Carpoforo , dipendente dal convento di S.Ambrogio di Milano. Per il 1054, nei pressi dell'edificio sacro è attestata la presenza di un edificio fortificato.


Durante tutto il basso Medioevo, il villaggio crebbe soprattutto verso lago, con la formazione di stecche trasversali alla riva e, quindi, agli allineamenti originari. Si andò configurando, in tal modo, un tessuto a pettine che ancora oggi caratterizza l'insediamento.

 

Probabilmente nel sec. XV si collocò l'oratorio di S. Rocco all'estremità nord del villaggio. Il Santo dedicatario e l'epoca di rifacimento - il secolo XVII - collegano l'edificio all'evento della peste. Intanto, nel 1474, l'insediamento si era costituito in parrocchia autonoma staccandosi da Riva San Vitale. La progressione verso la riva e l'attestarsi di un fronte più ravvicinato al lago fu indotta, probabilmente, dalla crescita d'importanza della pesca. Bissone condivideva, infatti, con Melide e Morcote il privilegio dell'honor piscium: il diritto di pesca a pagamento e di approvvigionamento della città di Lugano. E' inferibile che le case dei pescatori fossero dotate di parti coperte in legno per il riparo delle imbarcazioni e delle attrezzature per la pesca.

 

Tra tardo Medioevo e sec. XVII il fronte a lago è occupato dalle dimore delle famiglie borghesi, impreziosite da decorazioni. Il portico diventa elemento di continuazione tra edificio e edificio, vero e proprio luogo di transito, di sosta e di commercio al coperto. Uguali funzioni all'aperto ricopriva l'ampia piazza tra porticato e lago.


Il nucleo era protetto a est da un muro di cui rimane ancora testimonianza e nel quale si aprivano quattro porte: ancora fino a metà del secolo XIX, prima che venisse realizzata la strada cantonale, rappresentavano l'unico accesso via terra. Le porte sono oggi riconoscibili negli accessi orientali ad altrettante 'contrade', i percorsi trasversali alla riva.

 

 

 Intanto, una sorta di chiusura dello spazio antistante il fronte porticato venne dato a nord dall'Oratorio di S.Rocco, ingrandito e dotato di una facciata barocca nel 1630 circa - e a sud dalla casa Tencalla edificata durante il sec. XVII, probabilmente sull'originario sito di un castello . Ad ulteriore chiusura si giustapposero, sia all'oratorio sia alla Casa Tencalla, edifici già presenti nella mappa catastale del 1854.